Giorgia Fiorio – Il Dono, 2000 – 2009

Ministero per i Beni e le Attività culturali
Istituto Nazionale per la Grafica

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GIORGIA FIORIO
IL DONO, 2000-2009

giovedì 26 febbraio 2009, ore 17.30
Roma, Palazzo Fontana di Trevi, via Poli 54

Giovedì 26 febbraio l’Istituto Nazionale per la Grafica inaugura, nella sede di Palazzo Fontana di Trevi, la mostra dedicata all’ultimo monumentale progetto fotografico di Giorgia Fiorio, il Dono, che a partire dal 2000 ha impegnato l’artista in un lungo percorso di ricerca personale sul rapporto dell’individuo con il Sacro, attraversando, in un coraggioso processo di conoscenza, tutte le forme e le manifestazioni della ritualità e della spiritualità nei vari continenti, per cogliere e mettere in luce l’essenza della condizione umana.
Impegnata fin dagli inizi della sua carriera in una ricerca indipendente, dedicata a progetti di ampia dimensione e a lungo termine a carattere umanistico e antropologico, a cominciare dal suo primo importante lavoro (Red Gloves, 1991), Giorgia Fiorio ha nel tempo presentato al pubblico – in diverse occasioni espositive e nelle numerose pubblicazioni da lei stessa progettate – le tappe di un lavoro concepito fin dall’inizio quasi unitariamente e perseguito con un rigore intellettuale e una coerenza formale che, nella serie elaborata per questa sua ultima opera, sembra trovare la sintesi e la più chiara definizione espressiva dell’essenza stessa di tutta la sua ricerca, da sempre orientata e mirata alla scoperta del significato più profondo della condizione esistenziale e spirituale dell’umanità, indagata e rappresentata nelle sue diverse forme e realtà etniche, culturali, religiose.

« Alle più remote origini del Credere, nei primi Testi sacri, come nella primigenia tradizione orale pagana, si svela una fitta trama di corrispondenze: rituali, gesti da sempre ripetuti, risonanze di un medesimo fremito dinanzi al mistero dell’esistenza. Sospeso sullo spazio-tempo universale, un labirinto di percorsi s’interseca nella ricerca d’unisono fra l’identità esteriore dell’individuo e il sé profondo. La storia del Credere, parallelamente a quella del linguaggio, traccia il cammino del genere umano. [..] Impronte di tracciati diversi convergono sino a sovrapporsi sull’orma della parola dono. Attraverso multiple variabili semantiche – dono – è una delle parole più antiche del linguaggio. Nella sua qualità transitiva incarna principalmente due sensi: offrire/donare e ricevere, persino prendere. » (G. Fiorio)

Dalle celebrazioni copte-ortodosse del Timkat in Etiopia, ai riti pasquali di purificazione e mortificazione nelle Filippine; dalle celebrazioni e dai pellegrinaggi nelle città sacre in India, alla vita monastica buddista in Tibet e nel Ladakh; dalle pratiche di iniziazione e di meditazione in Myanmar, in Thailandia e in Cambogia, ai rituali animisti in Africa e Oceania; dai dervisci rotanti ai lottatori scintoisti, dai rituali sciamanici a quelli sincretisti, dal Bar-Mitzvà ebraico in Israele, al funerale islamico in Uzbekistan, dall’osservazione dei seminari cattolici in Polonia, a quella delle comunità monastiche ortodosse in Russia. Giorgia Fiorio ha via via esplorato gli aspetti più diversi dell’introspezione umana, procedendo, senza alcuna intenzione enciclopedica di esaustività e classificazione, ma attraverso l’esperienza diretta e con la propria testimonianza visiva, sul “cammino della verità”, quella propria e quella dell’umanità: non fermandosi mai alla semplice circoscrizione e alla descrizione oggettiva di una specifica situazione, ma testimoniando ogni volta l’evoluzione della propria ricerca e del proprio pensiero, manifestando una sempre maggiore consapevolezza interiore del Mistero sotteso a tutte le forme di spiritualità.

In mostra, cento stampe fotografiche in grande formato, corrispondenti all’intera serie di fotografie selezionate dall’artista per l’opera Il Dono, che l’Istituto Nazionale per la Grafica ha acquisito, nel corso del 2008, per le proprie collezioni.
La mostra, a cura di Gabriel Bauret e presentata anche a Parigi, presso la Maison Européenne de la Photographie (3 febbraio – 5 aprile 2009), è accompagnata da un volume edito in Italia da PelitiAssociati (con testi di Gabriel Bauret, Daniele Del Giudice, Giorgia Fiorio), e in Francia da Editions Actes Sud (Arles).

GIORGIA FIORIO, torinese, vive e lavora tra Venezia e Parigi.
Diplomata all’International Center of Photography di New York, fin dagli inizi della sua carriera di fotografa indipendente, si è dedicata a progetti di ampio respiro, lavorando ininterrottamente sullo stesso soggetto per diversi anni. Nell’arco dell’ultimo ventennio, lungo il quale sono andati sempre più emergendo la sua spiccata personalità creativa ed artistica, oltre all’interesse documentario-antropologico delle sue indagini, realizzate solitamente all’interno di comunità chiuse, l’artista ha conseguito una importante serie di premi e di successi critici a livello internazionale.
A partire dal 1990, e per dieci anni, Giorgia Fiorio ha perseguito la realizzazione di un vasto progetto, Uomini. Assumendo come metodo l’immersione totale in un dato ambiente per diversi mesi, l’artista ha esplorato alcune comunità maschili chiuse della società occidentale e ha fotografato i pugili di New York, i minatori ucraini, i soldati della Legione straniera, i toreri spagnoli, i pompieri americani e gli uomini di mare. Tutte queste missioni si sono poi chiuse con la pubblicazione di altrettante monografie (Soldati, Roma 1992; Des Russes, Parigi 1995; Legio Patria Nostra, Parigi 1996; Ser Torero, Parigi 1997; BOXin’ USA, Parigi 1998; American Firemen, Parigi 2000; Hommes de la Mer/Men of the Sea, Parigi 2001) e sono attualmente riunite in un’antologia dal titolo Des Hommes (Parigi, Marval, 2003), anche in edizione italiana (Uomini, Milano, Federico Motta, 2003) e tedesca (Human Figure, Heidelberg, Braus, 2003).
Associata all’agenzia Contact Press Images dal 1994, oltre alle diverse mostre e pubblicazioni, la Fiorio ha fatto conoscere il proprio lavoro anche attraverso servizi su varie riviste e testate: Géo, Le Monde, Stern, El Pais, El Mundo, Life, Specchio, Il Venerdì di Repubblica, Panorama, Sunday Aperture, New York Times, etc.
Tra i vari premi internazionali, si ricordano il Premio Europeo Kodak, attribuitole ad Arles (1992), il Prix SCAM della Société Auteurs Multimedia (Parigi, 1994), il premio speciale della giuria al concorso Grand Prix de la Ville de Vevey (Svizzera, 1995), l’“Ernst Haas Award”, accordato dal Maine Photographic Workshop (New York, 1995), il premio della rivista American Photography (1997), il premio “Yan Geoffroy”, attribuito dall’agenzia Grazia Neri (1999), il premio “Amilcare Ponchielli” assegnato dal Gruppo Redattori Iconografici Nazionale (GRIN, Milano, 2005). Nel 2007, come già nel 1991, è finalista del W. Eugene Smith Award.
Dal 2003, in collaborazione con Gabriel Bauret – critico, curatore, già redattore di Zoom, di Photographies Magazine e caporedattore di Camera International, attualmente docente di fotografia all’Università Paris X – dirige il seminario Reflexion Masterclass per la formazione di giovani autori.

Notizie utili
Sede della mostra
Roma, Istituto Nazionale per la Grafica – Palazzo Fontana di Trevi, Via Poli 54
27 febbraio – 26 aprile 2009

Orari di apertura al pubblico
martedì-domenica, ore 10.00-19.00
ingresso libero (informazioni: 06 699801 / 06 69980242)

Ufficio stampa: Marcella Ghio, 06 69980238 / 335 6821996 ( mghio@beniculturali.it)
Relazioni e comunicazioni esterne: Rita Parma, 06 69980248 (rparma@beniculturali.it)